I vostri maglioni si riempiono di pallini troppo in fretta, questo piano anti-pallini funziona se correggete questi errori durante il lavaggio

Pensi di coccolare i tuoi maglioni, eppure escono più provati a ogni lavaggio. E se fossero proprio le tue buone abitudini a rovinarli?

Le temperature scendono, i maglioni tornano fuori dall’armadio… e i pallini pure. Perché alcuni maglioni si coprono di pallini dopo due lavaggi mentre altri attraversano l’autunno senza battere ciglio? Fibre delicate, sfregamenti, cicli e centrifughe regolati male: la questione dipende tanto dalla scelta dei materiali quanto dalle buone pratiche di cura. Ecco i riflessi giusti per lavare, asciugare e riporre senza rovinare, preservare la tenuta della maglia e, se serve, eliminare a regola d’arte i pallini già comparsi.

Perché i tuoi maglioni fanno i pallini così in fretta?

Gli sfregamenti ripetuti (braccia contro il corpo, borsa a tracolla, cintura di sicurezza) spingono microfibre verso la superficie, dove si agglomerano in piccoli nodi. Le fibre corte e poco ritorte si staccano più facilmente, così come le maglie più larghe. Il calore, l’agitazione in lavatrice e l’elettricità statica accelerano ulteriormente il fenomeno, soprattutto nei misti sintetici che trattengono più facilmente le fibre libere.

Scegliere le materie giuste per evitare i pallini

Preferisci fibre lunghe e ben ritorte: limita la formazione di pallini. Punta sulla lana merino, sul cashmere di buona finezza, sul cotone pettinato o sul Tencel/lyocell. Una maglia più compatta e un filato ad alta torsione resistono meglio di un filato peloso. Attenzione all’acrilico e a certi poliestere di bassa qualità, molto soggetti al pilling. Una piccola percentuale di poliammide può però aumentare la durata di un filato prevalentemente naturale. Controlla l’etichetta (densità, finezza, origine) e preferisci capi dal tocco netto piuttosto che già troppo pelosi al momento dell’acquisto.

Le mosse giuste già dal lavaggio

Gira i maglioni al rovescio, lavali da soli o con tessuti morbidi (niente jeans, zip o asciugamani ruvidi), con ciclo delicato a 20–30 °C. Mettili in un sacchetto da bucato per ridurre l’abrasione. Usa poco detersivo e scegli un detersivo specifico per lana (senza enzimi né sbiancanti ottici). Evita l’ammorbidente, che indebolisce la fibra e attira i pelucchi. Preferisci cicli brevi e non sovraccaricare il cestello.

Centrifuga e asciugatura: non saltare queste fasi!

Limita la centrifuga a 400–800 giri/min. Per eliminare l’acqua in eccesso, premi il maglione in un asciugamano senza torcerlo. Asciuga sempre in piano su una superficie arieggiata, rimettendolo in forma. Bandisci asciugatrice e termosifone. Tra un lavaggio e l’altro, arieggia il capo e usa un vapore delicato per ridargli volume senza stressare le fibre.

Ordine e manutenzione: i piccoli dettagli che contano

Piega e riponi in piano, non su gruccia, per evitare che la maglia si allunghi. Riduci le zone di sfregamento (tracolla, borse ruvide) e alterna l’uso per lasciare alle fibre il tempo di «riprendersi». Contrasta i primi segni con un rasoio levapelucchi o un pettine per cashmere, con gesti leggeri e regolari. Contro le tarme, riponi i capi puliti con cedro o lavanda in sacche traspiranti.

Materiali scelti con cura, un lavaggio delicato, una centrifuga moderata e un asciugatura in piano riducono drasticamente i pallini e fanno durare i tuoi maglioni stagione dopo stagione.

Maria Iglesia
Scritto da Maria Iglesia

Maria Iglesia è redattrice e giornalista specializzata in casa, prodotti per la vita quotidiana e lifestyle. Scrive di novità, test di prodotto e consigli pratici per rendere ogni ambiente più funzionale, accogliente e moderno.