Sporco quanto un campione di feci, questo utensile di uso quotidiano dovrebbe scomparire dalla tua cucina

Troneggia accanto al lavello e gli affidate le vostre stoviglie. E se fosse la peggiore idea della vostra routine? Ciò che alcuni ricercatori hanno messo in evidenza rischia di sconvolgere le vostre abitudini.

Nelle nostre cucine, la spugna per i piatti è tra i peggiori focolai microbici. Analisi condotte dalle università di Furtwangen e Giessen insieme all’Helmholtz Zentrum di Monaco, pubblicate su Scientific Reports, rivelano una proliferazione paragonabile a campioni fecali, e i gesti di disinfezione quotidiani cambiano ben poco. Il rischio è concreto, soprattutto per i più vulnerabili. La buona notizia è che esistono alternative più sane e durature: spazzole in legno o in acciaio inox, panni in cotone biologico, con in più meno rifiuti di plastica.

Introduzione: un oggetto indispensabile ma problematico

La spugna per i piatti, simbolo di efficienza quotidiana, è l’utensile di pulizia per eccellenza. Ma può anche diventare un vero e proprio ricettacolo di germi, paragonabile a un campione fecale. Analisi recenti mostrano che concentra una carica batterica estrema, al punto da spingerci a rimettere in discussione i gesti domestici più automatici.

Uno studio che fa rabbrividire

Ricercatori tedeschi dell’Università di Furtwangen e dell’Helmholtz Zentrum München hanno mappato la flora microbica delle spugne da cucina. Il loro studio, pubblicato su Scientific Reports, mette in evidenza una densità vertiginosa, fino a 50 miliardi di batteri per 1 cm³. Alcuni ceppi identificati sono potenzialmente patogeni e mostrano segni di resistenza.

I “trucchetti” più diffusi, come passare la spugna al microonde o sciacquarla con acqua molto calda, si rivelano inefficaci. Peggio, queste pratiche possono selezionare i batteri più coriacei, aumentando il rischio di contaminazioni crociate. La minaccia è particolarmente seria per i bambini, gli anziani e le persone immunodepresse.

Alternative più sane ed ecologiche

Alla luce di questi risultati, diverse opzioni permettono di limitare la proliferazione microbica riducendo al contempo l’impatto ambientale:

  • Spazzole per i piatti in legno con setole sostituibili, robuste e facili da asciugare all’aria.
  • Panni o retine in cotone biologico, lavabili ad alte temperature, meno soggetti ad accumulare umidità.
  • Pagliette in acciaio inox, che non assorbono acqua e si puliscono rapidamente.

Oltre all’igiene, queste alternative riducono la dipendenza dalle spugne sintetiche a base di plastica, difficili da riciclare, e favoriscono una netta riduzione dei rifiuti nel lungo periodo.

Cambiare abitudini per un duplice impatto

Sostituire la spugna con strumenti più durevoli rientra in una logica di prevenzione e sobrietà. È una scelta favorevole alla salute (meno serbatoi di germi vicino agli alimenti) e all’impronta ecologica (minore consumo di prodotti usa e getta).

In aggiunta, adottare alcuni semplici accorgimenti – rotazione regolare degli accessori, asciugatura completa tra un uso e l’altro, lavaggio in lavatrice dei tessili – rafforza l’igiene della cucina e riduce i rischi di infezioni domestiche, migliorando al tempo stesso la durata dell’attrezzatura.

Maria Iglesia
Scritto da Maria Iglesia

Maria Iglesia è redattrice e giornalista specializzata in casa, prodotti per la vita quotidiana e lifestyle. Scrive di novità, test di prodotto e consigli pratici per rendere ogni ambiente più funzionale, accogliente e moderno.